Liquidazione Onorario DM 140/2012

Il calcolo del compenso giudiziale

Il Compenso delle prestazioni professionali in materia di giustizia per le professioni tecniche è fissato dal DECRETO Min. 20 luglio 2012, n. 140

Entrata in vigore del provvedimento: 23/08/2012
Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni regolarmente vigilate dal Ministero della giustizia, ai sensi dell'articolo 9 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. (12G0161) (GU n.195 del 22-8-2012)

In particolare, il "Capo V" dagli articoli 33 al 39 disciplinano i compensi concernenti le professioni di area tecnica. Il collegamento seguente vi porta al DM integrale con allegati (per l'area tecnica le tabelle sono solo in formato grafico), mentre di seguito i 7 articoli, stralciati dal decreto, riguardanti i compensi di professioni tecniche.

D.M. 20 luglio 2012, n. 140

Capo V

Disposizioni concernenti le professioni dell'area tecnica

Art. 33

Ambito di applicazione

1. Il presente capo si applica alle professioni di agrotecnico e agrotecnico laureato, architetto, pianificatore, paesaggista e conservatore, biologo, chimico, dottore agronomo e dottore forestale, geometra e geometra laureato, geologo, ingegnere, perito agrario e perito agrario laureato, perito industriale e perito industriale laureato, tecnologo alimentare.

Art. 34

Parametri generali per la liquidazione del compenso

1. Il compenso per la prestazione dei professionisti di cui all'articolo 33 e' stabilito tenendo conto dei seguenti parametri:
a) il costo economico delle singole categorie componenti l'opera, definito parametro "V";
b) il parametro base che si applica al costo economico delle singole categorie componenti l'opera, definito parametro "P";
c) la complessita' della prestazione, definita parametro "G";
d) la specificita' della prestazione, definita parametro "Q".

Art. 35

Costo economico dell'opera

1. Il costo economico dell'opera, parametro "V", e' individuato tenendo conto del suo valore determinato, di regola, con riferimento al mercato, tenendo anche conto dell'eventuale preventivo, del consuntivo lordo nel caso di opere o lavori già eseguiti, ovvero, in mancanza, dei criteri individuati dalla tavola Z-1 allegata.

2. Il parametro base "P" e' determinato mediante l'espressione:

P=0,03+10/V 0,4

applicato al costo economico delle singole categorie componenti l'opera come individuato in base alla tavola Z-1 allegata.

Art. 36

Complessita' della prestazione

1. La complessità della prestazione, parametro "G", e' compresa, di regola, tra un livello minimo, per la complessita' ridotta, e un livello massimo, per la complessità elevata, secondo quanto indicato nella tavola Z-1 allegata.

2. In considerazione, altresi', della natura dell'opera, pregio della prestazione, dei risultati e dei vantaggi, anche non economici, conseguiti dal cliente, dell'eventuale urgenza della prestazione, l'organo giurisdizionale puo' aumentare o diminuire il compenso di regola fino al 60 per cento rispetto a quello altrimenti liquidabile.

Art. 37

Specificazione delle prestazioni

1. Le prestazioni si articolano nelle seguenti fasi:
a) definizione delle premesse, consulenza e studio di fattibilita';
b) progettazione;
c) direzione esecutiva;
d) verifiche e collaudi.

2. Le prestazioni attengono alle seguenti categorie di opere, specificate nella tavola Z-1 allegata:
a) edilizia;
b) strutture;
c) impianti;
d) viabilita';
e) idraulica; f) tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT);
g) paesaggio, ambiente, naturalizzazione;
h) agricoltura e foreste, sicurezza alimentare;
i) territorio e urbanistica.

3. Ad ogni singola prestazione effettuata, corrisponde un valore specifico del parametro "Q", distinto in base alle singole categorie componenti l'opera come indicato nella tavola Z-2 allegata.

4. Il compenso per le prestazioni non comprese nelle fasi di cui al comma 1, e nelle categorie di cui al comma 2, e' liquidato per analogia.

Art. 38

Consulenze, analisi ed accertamento

1. Il compenso per le prestazioni di consulenza, analisi ed accertamento, se non determinabile analogicamente, e' liquidato tenendo particolare conto dell'impegno del professionista e dell'importanza della prestazione.

Art. 39

Determinazione del compenso

1. Il compenso per la prestazione professionale "CP" e' determinato, di regola, dal prodotto tra il valore dell'opera "V", il parametro "G" corrispondente al grado di complessita' delle prestazioni e alle categorie dell'opera, il parametro "Q" corrispondente alla prestazione o alla somma delle prestazioni eseguite, e il parametro "P", secondo l'espressione che segue:

CP=V×G×Q×P

Appare evidente che i precedenti articoli e tabelle non sono sufficienti a ricomprendere tutta la casistica legata al campo civile giudiziario e non di meno delle esecuzioni immobiliari, fallimentari e penale. I precedenti articoli del DM 140/2012 ripropongono il campo di attività svolte per i lavori pubblici e sono state semplicemente trasposte in tale decreto ma non sono esaustive di tutte le attività tecniche.

Di fatto, per le liquidazioni degli onorari C.T.U. si ricorre ancora ai vecchi decreti: D.M. 30 maggio 2002 (compensi tabellari) e D.P.R. n. 115/2002 ("Testo unico delle disposizioni legislative in materia di spese di giustizia").

Il compenso del tecnico nominato dal Giudice è regolato dal D.P.R. n. 115/2002 ("Testo unico delle disposizioni legislative in materia di spese di giustizia"), mentre precedentemente era in vigore la Legge 319/1980, abrogata dal DPR 115/2002 tranne che per l'art. 4 relativo agli “onorari commisurati al tempo”. Il compenso del CTU è il Titolo VII così descritto: "Ausiliari del magistrato nel processo penale, civile, amministrativo, contabile e tributario", articoli dal 49 al 72.  Si dovrà sempre tenere in considerazione, pertanto, che oltre alla legge di riferimento ora in vigore (DPR 115/2002) permane  la tariffa a tempo prevista dall'art. 4 della L. 319/1980 che prescrive:

"Art. 4 - Onorari commisurati al tempo.
Per le prestazioni non previste nelle tabelle e per le quali non sia applicabile l'articolo precedente gli onorari sono commisurati al tempo impiegato e vengono determinati in base alle vacazioni.
La vacazione è di due ore. L'onorario per la prima vacazione è di € 5,16 (L.10.000) e per ciascuna delle successive è di € 2,58 (L.5.000) [1].
L'onorario per la vacazione può essere raddoppiato quando per il compimento delle operazioni è fissato un termine non superiore a cinque giorni; può essere aumentato fino alla metà quando è fissato un termine non superiore a quindici giorni.
L'onorario per la vacazione non si divide che per metà; trascorsa un'ora e un quarto è dovuto interamente.
Il giudice non può liquidare più di quattro vacazioni al giorno per ciascun incarico. Questa limitazione non si applica agli incarichi che vengono espletati alla presenza dell'autorità giudiziaria, per i quali deve farsi risultare dagli atti e dal verbale di udienza il numero delle vacazioni.
Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 455 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, il magistrato è tenuto, sotto la sua personale responsabilità, a calcolare il numero delle vacazioni da liquidare con rigoroso riferimento al numero delle ore che siano state strettamente necessarie per l'espletamento dell'incarico, indipendentemente dal termine assegnato per il deposito della relazione o traduzione.
[1] Misure portate, rispettivamente, a L.18.000 e a L.10.000 dall'art. 1, D.P.R. 27 luglio 1988, n. 352 e, successivamente rideterminate nella misura di L.24.732 per la prima vacazione e di L.13.740 per ciascuna delle vacazioni successive, dall'articolo unico, D.M. 5 dicembre 1997, e infine dal D.M. 30.05.2002 che prescrive: Gli onorari di cui all'art. 4 della legge 8 luglio 1980, n. 319, sono rideterminati nella misura di € 14,68 per la prima vacazione e di € 8,15 per ciascuna delle vacazioni successive."

Il Decreto Ministeriale 30 Maggio 2002 intitolato "Adeguamento dei compensi spettanti ai periti, consulenti, tecnici, interpreti e traduttori per le operazioni eseguite su disposizione dell'autorità giudiziaria in materia civile e penale". Il decreto rinnova e aggiorna le Tabelle degli onorari da riconoscere ai periti e consulenti nominati dall'autorità giudiziaria precedentemente previste dalla L. 8 luglio 1980 n° 319 e dal D.P.R. 14 novembre 1983, n.820. L'allegato del D.M. 30.05.2002, intitolato "Tabelle contenenti la misura degli onorari fissi e di quelli variabili dei periti e dei consulenti tecnici, per le operazioni eseguite su disposizione dell'autorità giudiziaria in materia civile e penale, in attuazione dell'art. 2 della legge 8 luglio 1980, n. 319", prevede una serie di Tabelle da utilizzarsi a seconda del tipo di incarico.

Osservazioni.

  • E' da notare che le vecchie tabelle sono state aggiornate con rivalutazione monetaria in base all'andamento dell'indice dei prezzi al consumo rilevato dall'ISTAT. Orbene, le tariffe giudiziarie così determinate andrebbero aggiornate di anno in anno in base a tale indice, invece, purtroppo rimangono ingiustamente costanti.

  • Le tariffe giudiziarie sono state basate sulle tariffe professionali, che tuttavia sono state abolite, quindi esse stesse hanno perso significato.

  • Le tariffe sono significativamente più basse di quello di mercato, basti pensare alla retribuzione di una vacazione 8,15 euro pari a 4,75 euro l'ora che paragonata ad altri lavoratori è a dir poco irrisoria!!




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